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Lettera del Presidente

Cari tutti

L’avvento del coronavirus ha sconvolto le nostre vite incidendo profondamente sulle abitudini di ciascuno di noi. Un’entità biologica di dimensioni infinitesime (dell’ordine del miliardesimo di metro) ha messo a soqquadro il mondo intero.

Le pandemie hanno flagellato la Terra in alterni periodi seminando milioni di morti. Oggi per fortuna non è così, ma le conoscenze scientifiche non sono ancora in grado di contrastare rapidamente ed efficacemente questo tipo di infezioni. In attesa di cure idonee o vaccini, l’unica sicurezza è evitare il contagio, da cui l’isolamento.

Le misure imposte col distanziamento sociale hanno dato i loro risultati e oggi la situazione è meno preoccupante, ma i rischi rimangono stante la costante presenza del virus. Le statistiche dicono che la maggior parte delle vittime era di età avanzata, pur affette da altre patologie, e la terza età è stata rubricata come categoria a rischio e fatta oggetto di restrizioni più severe.

Unitre Meda, come ben sapete, ha da subito sospeso le lezioni proprio per evitare rischi di sorta. L’anno accademico è stato interrotto, e ora ci stiamo preparando al nuovo, ma ancora non si sa come e quando si potrà tornare a fare regolarmente lezione in aula. Se dovessero permanere, come probabile, le misure attuali, il rispetto del distanziamento sociale renderebbe inagibili i nostri spazi!

Unitre è un’Associazione di Promozione Sociale che si avvale delle attività didattico-ricreative per fare aggregazione; un modo piacevole per fruire insieme di vari insegnamenti dall’ambito culturale al ludico-motorio. Mancando questi presupposti viene meno la stessa finalità di Unitre. A rendere peculiare la nostra attività, è il modo in cui viene svolta. Nostro compito non è specializzare quanto socializzare un impegno in cui, apprendere o rinnovare nuovi saperi, è più spesso strumento che fine.

Ci si iscrive a Unitre per coltivare nuovi interessi o antiche passioni, mai completamente soddisfatte, e sentirsi così ancora attivi. Scoprendo quanto sia salutare l’empatia dei rapporti e riassaporando il gusto di nuove conoscenze o recuperando vecchie amicizie. Stando in mezzo agli altri si riacquista la voglia di fare e il desiderio di imparare, si ricevono nuovi stimoli e la vita si colora.

Peccato che il desiderio di socializzare sia avvertito anche dal coronavirus che, non solo predilige gli ambienti affollati, ma addirittura ne fa un’esigenza vitale. Il suo grado di espansione, come abbiamo imparato, espresso dall’indice di diffusione (R0), aumenta quanto più folta è la platea dei potenziali infetti. Il vettore del contagio è la persona: senza persone intorno o distanti almeno qualche metro, non ci si infetta!

In questi giorni si fa un gran parlare di come riprendere dopo il fermo (lockdown) e le pesanti perdite economiche reclamano tempi rapidi e vincoli flessibili. La ricerca di mediazioni accettabili nel tentativo di conciliare la tutela dell’interesse collettivo con la soddisfazione di esigenze parziali è un compito arduo. Si discute anche su come e a chi attribuire i livelli di responsabilità, che significa chi risponde se succede qualcosa, come se questo bastasse, nel caso, a sentirsi assolti.

La verità è che a oggi nel mondo non si sa come fare a fronteggiare la pandemia e si va un po’ per tentativi, confidando di riuscire a controllarne la diffusione. L’impazienza è comprensibile, quanto fondato è il timore che il virus torni a espandersi. Se il parere degli scienziati conta, allora va ascoltato. La storia poi ci dice che nelle pandemie i decessi maggiori si sono verificati nella fase avanzata dell’infezione, quando l’acme sembrava superato. Attenzione quindi ad allentare troppo i controlli.

Al pari di altri organi sociali, come Unitre abbiamo l’obbligo di rispettare le norme sanitarie e attenerci alle prescrizioni. Per le scuole non sono stati emanati appositi protocolli anche se è ragionevole pensare che non ci sarà un cambiamento significativo nella profilassi sanitaria e che, essendo vietati gli assembramenti, la norma sul distanziamento rimarrà, non potendo scendere al di sotto del limite fissato come margine cautelativo.

Col programma del nuovo A. A. 2020/2021 siamo praticamente pronti e, nell’ipotesi di non rientrare in aula sino alla fine del 2020, abbiamo pensato di svolgere i corsi del primo quadrimestre, cioè fino alla fine di gennaio, con sistema online. Se per ottobre le condizioni dovessero mutare e consentire il ritorno alla normalità in condizioni di sicurezza, saremmo comunque in grado di svolgere il programma nei modi consueti.

Nei giorni scorsi abbiamo fatto un’indagine per sapere quanti di voi sono in grado di fruire di queste procedure, in modo da consentirvi di seguire i corsi. Per non interrompere le nostre attività, questa è al momento l’unica strada percorribile e, pensando di fare cosa gradita, abbiamo, d’intesa con altre sedi Unitre, condiviso un pacchetto di corsi ampliando considerevolmente la scelta che potremo mettervi a disposizione. A breve saremo in grado di sottoporvi l’elenco di tutti questi corsi. Da febbraio auspichiamo di poter riprendere le lezioni in aula e tornare regolarmente alle nostre attività.

L’uso di procedure online, in questo periodo ha ricevuto un notevole impulso e, a parte il lavoro da casa (smartworking) molte scuole e le università le hanno adottate, con soddisfazione di utenti e docenti. Per noi si tratterebbe di un’alternativa temporanea, fintanto che non sarà possibile tornare nelle aule.

A scopo dimostrativo abbiamo voluto preparare delle videoconferenze, chiedendo la disponibilità ad alcuni dei nostri docenti, variando il tema delle relazioni. Per seguire online queste conferenze non avrete altro da fare che rispondere (con un click) all’invito che vi sarà inviato.

Riteniamo necessario impadronirsi almeno delle conoscenze di base delle opportunità che offre la Rete. E’ pur vero che le novità, richiedono un cambio di passo, ma non vanno mai viste in modo ostativo: il progresso richiede spirito di adattamento ma comporta innegabili vantaggi.

Voglio anche ricordare che Unitre, fa dell’Educazione Permanente uno dei suoi cardini istituzionali e quindi è aperta alle novità e a tutto quanto concorre a incrementare i saperi. In questa inedita situazione ci siamo spesi con impegno e fatica per riuscire a predisporre un’offerta didattica valida e interessante. Per sapere se ci siamo riusciti, ci serve la vostra risposta e confidiamo che sia positiva perché abbiamo bisogno della vostra comprensione e del vostro sostegno. Stiamo vivendo una fase difficile e delicata per la nostra associazione e, col vostro aiuto vorremmo cercare di superarla per poter continuare, e coinvolgere ancora tante persone, con cui condividere un’esperienza che a noi è parsa utile e vorremmo credere, anche importante.

Adalberto Notarpietro

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